A Maggio 2021, in occasione del mese mondiale di prevenzione dal melanoma, l’Associazione Piccoli Punti pubblica sul proprio sito internet il melanometro, nato da un’idea del Prof Rossi,  ordinario dell’Università di Padova e socio di numerose società scientifiche nazionali e internazionali, già presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano. Lo incontriamo e gli chiediamo di cosa si tratta.

Il Melanometro, o calcolatore del rischio personale di contrarre un melanoma, nasce dall’esigenza di educare alla prevenzione dal melanoma e al contempo permettere una quantificazione del rischio individuale di contrarre questo tipo di neoplasia.

Compito arduo per i vari fattori che influenzano il rischio, genetici e ambientali…

Di certo molti sono i fattori che entrano in gioco, alcuni determinati dalla predisposizione individuale, quali ad esempio il colore della pelle, dei capelli, degli occhi, quello che noi chiamiamo fototipo, ma anche in casi rari, determinati da varianti genetiche proprie dell’individuo. Entrambi questi fattori possono predisporre allo sviluppo di melanoma, ma il loro rischio relativo è diverso. Nella fattispecie, la persona portatrice di una variante genetica predisponente al melanoma ha un rischio molto maggiore di un individuo con pelle, occhi, capelli di colore chiaro.

Un’altra variabile importante e non così nota  è il numero di nèi che un individuo ha sulla propria pelle. Il rischio di sviluppare un melanoma, aumenta con l’aumento del numero di nèi.

E poi c’è la storia di ognuno di noi, quella che voi medici chiamate anamnesi…

Esporsi al sole senza protezione solare può essere molto pericoloso. Esposizioni solari intense e ricorrenti, ustioni solari, specie nell’infanzia costituiscono un fattore di rischio fondamentale e vanno quindi evitate. In particolare i bambini sotto i 6 mesi non devono essere esposti ai raggi UV del sole, si devono poi evitare ustioni solari e lampade ad UV, specie prima dei 30 anni. Molto importante è anche la storia personale e familiare di melanoma

E tutto questo il melanometro ce lo dice, ma ci spieghi in cosa consiste…

Il melanometro è un calcolatore del rischio individuale di sviluppare un melanoma. Quindi nel depliant che viene diffuso alla popolazione (e che è scaricabile sul sito dell’Associazione Piccoli Punti onlus) l’utente deve rispondere ad un rapido questionario su 6 fattori di rischio, che sono il numero di nèi presenti sul proprio corpo, l’eventuale presenza di nèi atipici (accertati da un dermatologo o già asportati), il fototipo cutaneo (colore di pelle, occhi e capelli), la storia personale (pregressi tumori della pelle o leucemia) e familiare di malattia (familiarità o mutazioni geniche nei pazienti che hanno eseguito un test genetico per alta familiarità), l’esposizione pregressa a raggi UV (ustioni solari e/o lampade UV). Quindi si risponde alle varie domande con una “X” e si riportano le varie risposte sul grafico a radar, il bersaglio con i 6 raggi del depliant, per intenderci…

Di cosa si tratta e perché avete deciso di rappresentare così il rischio?

Per ottenere una sintesi del rischio individuale abbiamo deciso di tracciare su un grafico a bersaglio le varie gradazioni del rischio per singola variabile…

Mi scusi ma la sto perdendo…

Va bene, faccio un passo indietro, può sembrare complesso, ma in realtà non lo è…

Quindi lei compila il questionario, poniamo al primo fattore di rischio: quanti nèi comuni ha sul proprio corpo. Alla risposta corrisponde un rischio a seconda del colore. Supponiamo che lei abbia 85 nèi… mette la “X” sul colore arancione e riporta la risposta sull’arancione corrispondente nel bersaglio, sul raggio che riporta la scritta numero di nèi comuni

Sì, ora la seguo… quindi faccio lo stesso per le altre risposte del questionario…

Esatto, poi una volta completato, come scritto nel depliant, unisco i 6 punti e ottengo una figura, un esagono, che posso anche colorare, la cui area è tanto maggiore, quanto più alto è la stima del rischio…

Perché solo una stima?

Possiamo semplicemente dire che l’area del melanometro è una approssimazione del rischio, ma è quanto di più vicino al reale noi siamo stati in grado di produrre. Si tratta comunque di una novità e come tale vedrà delle correzioni e miglioramenti, ma riteniamo costituisca comunque uno strumento interessante e innovativo, curioso e stimolante, non solo per i laici, ma anche per gli esperti..

Quindi per costruire il melanometro avete eseguito una revisione delle evidenze scientifiche

Certo, per noi è molto importante educare in modo responsabile; oltre a questo abbiamo anche voluto dare dei suggerimenti pratici e utili. Il primo in assoluto direi che potrebbe essere non farsi prendere dal panico. Quindi se le risposte ricadono nelle aree gialla arancione o rossa del grafico conviene prenotare semplicemente una visita specialistica, se mai effettuata prima. In ogni caso è utile effettuare un auto-esame della propria pelle diciamo in media 3 volte all’anno (ogni 4 mesi circa e non con una frequenza maggiore) alla ricerca di eventuali nèi sospetti, secondo la regola dell’ABCDE. Variazioni di simmetria (asimmetria), bordi, colore, dimensione o evoluzione di un nèo devono allertarci e meritano l’attenzione di un medico. In ogni altro caso possiamo stare sempre vigili, ma tranquilli.

Ma scusi la domanda un po’ indiscreta. Possiamo definire un rischio ZERO?

No, il rischio zero non esiste. Possiamo al limite sperare di avere un rischio relativo di 1, l’area verde del melanometro, che significa avere lo stesso rischio della popolazione generale.  E’ già moltissimo.

Anche tu puoi scoprire qual’è il tuo rischio. Scaricando e compilando il Melanometro