Conosciamo le Persone di Piccoli Punti: il dottor Alessandro Dal Monico e il dottor Filippo Checchin vincitori delle borse di studio in memoria di Marco Possia

Per la nostra rubrica ‘Le Persone di Piccoli Punti’, oggi abbiamo il piacere di fare quattro chiacchiere con i due giovani medici vincitori delle borse di studio 2021 in memoria di Marco Possia, Alessandro Dal Monico e Filippo Checchin.

La prima domanda è d’obbligo: come mai avete deciso di dedicare la vostra tesi di laurea ad approfondire aspetti legati allo studio del melanoma?

“Nel mio caso si tratta di uno studio sul Merkelioma” precisa Filippo, e spiega “ovvero i piccoli RNA non codificanti espressi dal Carcinoma a Cellule di Merkel. La scelta di dedicare la mia tesi di laurea a questo particolare argomento risponde ad un interesse per l’oncologia, ed in particolare l’anatomia patologica e la biologia molecolare oncologica, che ho maturato fin dai primi anni di studio all’università. Inoltre il merkelioma è un tumore raro, poco studiato, di cui non si conoscono ancora tutti i meccanismi patogenetici e le correlazioni anatomo-cliniche. La sua incidenza però è aumentata negli ultimi anni e le proiezioni statistiche dicono che aumenterà ancor più in futuro, a causa dell’invecchiamento della popolazione, e dell’aumento di tempo ed intensità dell’esposizione alla luce solare. Penso quindi che lo studio bio-molecolare possa rappresentare in futuro uno strumento importante sia per definire la gravità della malattia e quindi l’approccio terapeutico più giusto da adottare, sia per individuare nuovi target per farmaci più efficaci e sicuri”.

Passiamo la parola al dottor Dal Monico che con la sua tesi ha approfondito un aspetto totalmente diverso di questa patologia ossia il melanoma cutaneo negli adolescenti e nei giovani adulti. Come mai la scelta di focalizzare il tuo elaborato sull’incidenza del melanoma su questa determinata fascia di popolazione?

Il melanoma è uno dei tumori in assoluto più frequenti nella popolazione giovane” ci racconta Alessandro “e lo IOV di Padova è il centro di riferimento regionale per il trattamento di questa patologia. Grazie al mio lavoro di tesi ho avuto l’occasione di valutare le caratteristiche cliniche, patologiche, di trattamento e di sopravvivenza di un ampio campione di pazienti adolescenti e giovani adulti, con lo scopo di identificare eventuali differenze con la popolazione adulta e contribuire alla definizione di un percorso diagnostico terapeutico diverso per la popolazione di quest’età.  Con il team di ricerca dell’Istituto Oncologico Veneto abbiamo anche sfruttato le eterogenee caratteristiche morfologiche territoriali della regione Veneto per studiare come il melanoma possa manifestarsi in sedi e forme cutanee diverse in funzione del luogo in cui si vive, con lo scopo di migliorare la sensibilizzazione, la prevenzione e la risposta sanitaria alla malattia”

Due approcci molto distanti che ci rivelano quanto questa patologia abbia, in realtà, molto più di una sola modalità di approccio possibile. Chiediamo ai due medici di fare per noi una previsione sul futuro (prossimo) del melanoma, quali sviluppi per la medicina fra 4 o 5 anni? E per la ricerca?

“Sono convinto” comincia Filippo “che per i tumori cutanei, come per una vasta gamma di patologie, l’approccio diagnostico-terapeutico vada verso la strada di una sempre maggior personalizzazione e di una minor invasività. Così, per la malattia avanzata in cui la chirurgia non è sufficiente, la chemioterapia e la radioterapia stanno lasciando spazio all’immunoterapia e alle target therapy, che portano meno effetti collaterali e una miglior qualità di vita al paziente. Il tumore purtroppo muta ed evolve a sua volta, e può sviluppare meccanismi di evasione da questo tipo di terapia: la ricerca in questo senso resta quindi di fondamentale importanza“.

La parola ad Alessandro, ora, che sposta il focus su un altro fattore altrettanto determinante per lo sviluppo di una migliore cura del melanoma nei prossimi anni: la prevenzione.

“Dal mio punto di vista la chiave per migliorare la cura del melanoma risiede anche nella maggior sensibilizzazione della popolazione alla prevenzione” ci dice.  “Il melanoma é un tumore che se identificato precocemente può essere trattato in modo efficace e l’attenzione del paziente verso la propria cute ha un ruolo chiave in questo senso. In questo modo, anche se il rischio di incremento dei casi di melanoma potrebbe verosimilmente aumentare, credo che la sopravvivenza per questa patologia continuerà a migliorare come é migliorata negli ultimi anni”.

Ricerca e Prevenzione – due obiettivi fondamentali presenti nella mission di Piccoli Punti da ben 15 anni – sono dunque ancora una volta la chiave per rendere il melanoma una malattia sempre più curabile.

Un’ultima domanda per concludere: abbiamo cercato di ipotizzare con voi i nuovi orizzonti della ricerca e della prevenzione sul melanoma, quali sono invece i vostri orizzonti futuri, quali nuovi obiettivi avete aggiunto alla road map della vostra giovane carriera?

Questa volta è Alessandro a prendere la parola per primo: “Il centro di ricerca dello IOV di Padova continua ad investire tempo ed energie per l’ideazione e lo sviluppo di nuovi studi atti a contribuire alla conoscenza del melanoma” ci racconta, “nel prossimo futuro la mia intenzione é quella di perfezionare e pubblicare i due studi collegati direttamente al mio progetto di laurea, che si occupano del melanoma nella popolazione giovane e nel Veneto. Contemporaneamente a questo mi piacerebbe dare il mio contributo ad un nuovo progetto di ricerca volto ad approfondire le caratteristiche di pazienti che nella vita hanno sviluppato più di un melanoma si tratta del progetto melanoma multiplo che Piccoli Punti sosterrà grazie alla campagna 5×1000 del 2021.  Spero inoltre di collaborare alla realizzazione di altri studi sul melanoma sulle patologie oncologiche cutanee e in generale”

E ovviamente ce lo auguriamo anche noi!

Passiamo la parola al dottor Checchin per la battuta conclusiva. Filippo, cosa ci racconti dei tuoi progetti?

“Entro la fine dell’estate conto di portare a termine la fase di validazione dello studio sul carcinoma a cellule di Merkel su un gruppo più ampio di pazienti. Nel frattempo, oltre ad essermi affacciato al mondo del lavoro facendo le prime esperienze, continuo con lo studio e l’orientamento per trovare la strada più giusta da percorrere nella mia carriera. A questo punto sono più propenso a scegliere il reparto che il laboratorio, ma nella vita mai dire mai!”

Sempre sul pezzo quindi, a quanto pare il ‘meritato riposo’ può attendere ancora un po’…

Nel ringraziare per il loro tempo il dottor Alessandro Dal Monico e il dottor Filippo Checchin, non possiamo che sentirci orgogliosi per aver potuto dare il nostro piccolo contributo ad un percorso che, siamo sicuri, porterà a nuovi importanti traguardi per rendere il melanoma una malattia sempre più curabile.